Lanciato più verso i 30 che verso i 20, fotografo e software engineer. Appena posso, viaggio.
Il cibo ricopre per me un aspetto importante della visita in una Paese straniero dal momento che rappresenta in qualche modo lo specchio della società (basti pensare alla scarsa attenzione che viene data negli Stati Uniti).
Ovviamente, avendo visto solo una piccola parte dei due Paesi visitati durante queste vacanze, le considerazioni che seguono devono essere prese cum grano salis perchè sicuramente non tengono conto delle diverse declinazioni che ciascun piatto può avere a seconda della zona che si visita (provate solamente a vedere su Wikipedia le diverse qualità di kebab presenti in Turchia).

Turchia e Grecia (ma anche Bulgaria, come confermano i tre ‘bulgari’ che ci hanno raggiunto a Istanbul) condividono molti ingredienti di base e piatti vari, per quanto chiaramente in Turchia non viene fatto uso della carne di maiale per via dei precetti islamici.
Sarà certamente a causa della storia millenaria che lega quelle terre sin dagli antichi greci, ma alla fine il caffè turco e il caffè greco sono entrambi caffè fatti con il “pentolino”, senza filtro, con la polvere di caffè (finissima) lasciata decantare nella tazzina prima di poterlo bere.
Il cetriolo lo trovi dentro qualsiasi insalata e magari anche a colazione. Lo yogurth con il miele e le noci o la marmellata è il dessert onnipresente sui menu dei ristoranti e al supermercato se ne trovano confezioni-famiglia.
La carne la fa da padrona anche in contesti di mare dove ti aspetteresti solamente pesce, pesce e ancora pesce (ma alla fine il Monte Athos con i suoi 2900m d’altezza è in riva al mare).
Le olive sono abbondanti e di vario tipo (nere, verdi, piccanti, ecc ecc) e si sposano bene con i pomodori e il formaggio locale, ma mentre in Grecia è la feta a farla da padrona, in Turchia (o meglio, a Istanbul), si vedeva qualche formaggio stagionato in più oltre ad un curioso formaggio sfilacciato dal gusto non troppo forte ma comunque particolare.
Il pane piatto e non troppo lievitato si trova su entrambe le sponde del Mar Egeo e in entrambi i casi viene riempito con carne speziata, tagliata a strisce, impilata su uno spiedone per essere cotta lentamente e successivamente tagliata con un coltello e unita ad altri ingredienti. L’ouzo greco prende il nome di rakı una volta approdati in è in terra turca.
Sono il primo a ritenere queste considerazioni molto spicciole, ma sono indice dei molteplici scambi culturali (più o meno imposti dalle diverse reciproche dominazioni) che hanno formato gli usi e i costumi delle tavole di quelle zone.
Le differenze, ovviamente, esistono, come per esempio il ruolo del the, che in Turchia è la bevanda nazionale ancor più del caffè, e che è stato compagno di lunghi momenti di relax tra un monumento e l’altro: viene servito, come altrove in Medio Oriente, in bicchierini di vetro dalla forma sinuosa e accompagnato da zollette di zucchero. Viene consumato in qualsiasi orario della giornata e con qualsiasi temperatura esterna. In qualsiasi locale dove si fuma il narghilè c’è il bicchierino di the sul tavolo. La qualità locale viene chiamata çay (si legge “ciai”) che è the nero prodotto in Turchia principalmente sulle coste del Mar Nero oppure in alternativa si può chiedere l’apple tea che è invece the fortemente aromatizzato alla mela, tanto da renderlo marcatamente acidulo. Nei vari negozi e botteghe dei bazar sono disponibili molte altre varietà, ma queste due sono quelle generalmente più diffuse nei diversi bar.

In Grecia invece è caffè shackerato ad essere consumato in gran quantità dai locali e disponibile anche nei bar sulle spiagge più remote. Con latte o senza, con caffè solubile o con “vero” caffè, ogni volta che è stato richiesto è poi arrivato accompagnato da una bottiglietta d’acqua naturale da 0.5l oppure, in alternativa, una caraffa d’acqua, in entrambi i casi sempre incluse nel prezzo. In un locale di Salonicco, invece, oltre all’acqua è stato servito insieme ad un dolcetto al cucchiaio, qualcosa di simile alla mousse al cioccolato con della granella sopra.